AMICI DELLA MUSICA - Dall’ultima riunione del Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, solido punto di riferimento del settore delle attività musicali, si è levato forte e preoccupato il grido di allarme della discografia e della musica italiana più in generale, che vede un drastico calo di vendite e di fatturato in tutti gli ambiti a causa della crisi economica in atto e per il fenomeno della transizione dell’analogico al nuovo businnes digitale.
In questo tormentato momento del mercato musicale nazionale, il Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica, dopo aver riunito un "fronte dello spettacolo" forte e coeso, rappresentativo di oltre l'80% di tutta la filiera musicale, chiede al Governo di assumere un ruolo di responsabilità e raccogliere l'appello di stato di crisi anche delle circa 400 aziende della discografia nazionale e regionale, inserendo nel cosiddetto decreto “milleproroghe” incentivi e agevolazioni fiscali per chi acquista e pratica musica in tutte le sue forme (strumenti musicali e scuole di musica), per chi investe nelle opere prime e nei festival per giovani made in Italy, introducendo anche la riduzione dell’Iva al 10% per tutti gli oneri legati alle manifestazioni musicali, oltre a confermare le agevolazioni dell'Enpals per i giovani e le piccole etichette discografiche.
Riteniamo, inoltre, indispensabile inserire nello stesso decreto meccanismi di “tax shelter” e “tax credit” anche per il mondo della musica dal vivo, per chi investe in una produzione di musica dal vivo o nella ristrutturazione di uno spazio dedicato alla musica dal vivo.
Ci corre l’obbligo, intanto, di esprimere un plauso al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per il decreto emanato il 20 dicembre scorso, nel quale si è giustamente apprezzato l’equo compenso che obbliga le multinazionali di internet e della telefonia a riconoscere il legittimo diritto ad autori, editori, produttori, artisti, interpreti ed esecutori, espropriato da anni.
Nel contempo chiediamo che gli oneri di questo giusto compenso non ricadano sui consumatori e che tali risorse siano ripartite con una equa suddivisone tra gli aventi diritto, impegnando Siae e istituti correlati ad utilizzare tali somme (si parla di circa 600 milioni di euro) anche per la promozione degli esordienti, e le opere prime, per sostenere i festival che valorizzano i giovani, per realizzare i progetti per la promozione della musica italiana all'estero e on line.
Per fare questo è necessario un forte rinnovamento che veda una Siae sempre più efficiente e al passo coi tempi nel rapporto con tutti i nuovi modelli di diffusione tecnologica e al servizio non solo dei grandi autori ma anche di quella sempre più ampia platea di giovani e piccoli autori ed editori che deve poter avere spazi per l'ingresso nel nuovo mercato favorendo così il ricambio generazionale e dando linfa vitale e futuro alla nostra musica.
Occorre poi, impegnare Tv e Radio pubbliche, a promuovere quote almeno del 30% di musica italiana diversificata per le diverse sfumature culturali (come richiesto anche dal Sindaco di Milano Moratti), delle quali almeno il 20% settimanale per diffondere opere prime di giovani esordienti.
A nostro avviso, tali politiche dovranno formare oggetto di discussione e confronto nell’ambito del costituendo tavolo presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Roma, 9 Febbraio 2010


